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PERCHÈ LE PIANTE AGISCONO SULL'UOMO

Solo nella seconda metà del XX secolo si è riusciti a fornire una spiegazione scientifica a questo fenomeno: i principi attivi delle piante agiscono perché nell'uomo mimano messaggi propri dell'organismo.

La teoria di Roth e Leroith della "unificazione delle comunicazioni cellulari" permette di spiegare perchè le cellule umane riconoscono i messaggi chimici provenienti dal mondo vegetale o animale.
Secondo questa teoria, molti messaggi endogeni presenti nell'uomo sono presenti anche negli organismi inferiori (come dimostrano molte osservazioni sperimentali) e , poichè l'evoluzione è un processo estremamente economico, molte sostanze che servirono da messaggi negli organismi semplici hanno mantenuto la loro struttura anche se la funzione comunicativa è cambiata.
Gli organismi unicellulari hanno in comune alcune sostanze con i loro discendenti vegetali e animali, e questo è anche il motivo per il quale le sostanze presenti nelle piante e negli animali inferiori trovano recettori appropriati nell'uomo.
Il recettore è una zona cellulare specializzata atta a riconoscere il farmaco e ad instaurare con esso un legame reversibile e altamente specifico.
Dal punto di vista fisiologico i recettori sono adibiti a recepire messaggi trasmessi nell'organismo ad opera di messaggeri fisiologici.

La natura rappresenta una fonte inesauribile e solo parzialmente esplorata di sostanze biologicamente attive e la spiegazione sta nel fatto che le cellule umane capiscono i "messaggi" delle piante e degli animali inferiori.